Chi siamo

Observa Science in Society è un centro di ricerca indipendente, senza fini di lucro, legalmente riconosciuto che promuove la riflessione e il dibattito sui rapporti tra scienza e società, favorendo il dialogo tra ricercatori, policy makers e cittadini.

Observa fa parte delle principali reti internazionali di collaborazione sui temi dei rapporti tra scienza e società, tra cui ESCoNet (European Science Communicators Training Network), Science and the City, MACOSPOL (Mapping Controversies on Science for Politics) e del network di istituzioni attive nell’analisi degli orientamenti pubblici verso la scienza coordinato dalla London School of Economics and Political Science. È inoltre parte del network ROSE (Relevance of Science Education) e IRIS (Interest & Recruitment in Science).
Attraverso le proprie attività ha stabilito collaborazioni con numerose istituzioni internazionali tra cui Commissione Europea – Direzione Generale della Ricerca, CERN, Università di Lancaster, Università di Bielefeld, University College di Londra, Università Pompeu Fabra di Barcellona, Accademia Austriaca delle Scienze, Laboratori Nazionali del Gran Sasso, UNESCO.

Tutte le attività sono supervisionate da un comitato scientifico internazionale e interdisciplinare, che comprende studiosi delle scienze naturali e delle scienze sociali.

Observa non dipende da enti privati, né pubblici. Le attività sono finanziate attraverso i progetti realizzati, i contributi dei soci sostenitori e le eventuali donazioni. Per diventare soci di Observa, o semplicemente per ricevere la nostra newsletter, visita la pagina dei soci o invia un’email a info@observanet.it

COMITATO SCIENTIFICO

Federico Neresini
Massimiano Bucchi
Giuseppe Pellegrini
Barbara Allen
Martin W. Bauer
Massimo Mazzotti
Mariachiara Tallacchini
Giuseppe Testa
Brian Trench

DIRETTIVO DI RICERCA

Federico Neresini – presidente
Massimiano Bucchi – coordinatore comitato scientifico
Giuseppe Pellegrini – responsabile area scienza e cittadini

STAFF

Anna Buccio – iniziative
Giulia Cegalin – partecipazione e coinvolgimento dei cittadini

COLLABORATORI

Silvia Casini
Anna Donazzan
Paolo Giardullo
Andrea Lorenzet
Barbara Saracino
Alessandra Zambonin

BIOGRAFIE

Barbara Allen (Ph.D. in Science and Technology studies, Rensselaer Polytechnic Institute, USA, 1999) è direttrice del Programma di Scienza, Tecnologia e Società al Virginia Tech University (USA). Insegna sociologia della scienza e della tecnologia e tiene corsi sulle problematiche del rischio e dell’ambiente e sulla partecipazione pubblica alla scienza. Originaria di New Orleans, ha scritto numerosi articoli sull’Environmental Justice Social Movement del Louisiana’s “Cancer Alley” e sugli effetti dell’uragano Katrina. Attualmente sta conducendo uno studio comparato sulle questioni ambientali e di policy dell’area degli stabilimenti chimici di Marghera ed è interessata al caso italiano dei network scientifici informali e delle alleanze tra scienza e cittadini. Ha pubblicato il volume Uneasy Alchemy: Citizens and Experts in Louisiana’s Chemical Corridor Disputes (MIT Press: 2003) e i suoi articoli sono apparsi su numerose riviste internazionali come Social Studies of Science, Technology in Society, Technology and Culture, Science as Culture.

Martin W. Bauer insegna Psicologia Sociale e Metodologia della Ricerca alla London School of Economics. Si occupa di rappresentazioni sociali e atteggiamenti del pubblico nei confronti di scienza e tecnologia, in particolare genomica e biotecnologie. Collabora alle realizzazioni delle indagini dell’Eurobarometro. Tra le sue pubblicazioni principali, il volume Resistance to new Technology (Cambridge University Press, 1995); Biotechnology: the years of controversy (curato con G. Gaskell; The Science Museum, 2001), Biotechnology – the making of a global controversy (con G. Gaskell; Cambridge University Press, 2002).

Massimiano Bucchi insegna Scienza Tecnologia e Società all’Università di Trento. Ha condotto ricerche e tenuto seminari presso numerose istituzioni internazionali tra cui: University of California Berkeley, University of Edinburgh, Politecnico di Zurigo, Università di Tokyo, Museu Da Vida Rio de Janeiro, Accademia Svedese delle Scienze. E’ membro per l’Italia del Public Communication of Science and Technology Committee (PCST). Ha ricevuto il premio Rai per ricerca sulle comunicazioni di massa (1996 e 2000), il premio internazionale Mullins per il miglior saggio di sociologia della scienza (1997) e il premio speciale della giuria Merck Serono per libri sulla scienza (2007). E’ autore di saggi su riviste internazionali quali Nature, Public Understanding of Science, History and Philosophy of the Life Sciences e The British Journal of History of Science e ha pubblicato numerosi volumi tra cui Handbook of Public Communication of Science and Technology (curato con B. Trench, Routledge, 2008); Journalism, science and society (curato con M. W. Bauer, Routledge, 2007); Scegliere il mondo che vogliamo. Cittadini, Politica, tecnoscienza (Bologna, Il Mulino 2006; ed. int. Beyond Technocracy, New york, Springer, 2009); Cellule e Cittadini. Biotecnologie nello spazio pubblico (curato con F. Neresini, Sironi, 2006); Scienza e Società (Il Mulino, 2002; ed. int. Science in Society. An Introduction to Social Studies of Science, Routledge, 2004); Science and the Media (Routledge, 1998, tr. it. La scienza in pubblico, McGraw-Hill, 2000).

Anna Buccio, laureata in antropologia all’Università di Parigi 7 con una tesi sul concetto di Natura nelle metropoli, ha conseguito nel 2006 un Master di ricerca presso l’Ecole des hautes études en sciences sociales-EHESS di Parigi, con una tesi sulla trasversalità della questione ambientale nella politica e l’associazionismo in Italia. Sta attualmente concludendo un Dottorato in cotutela tra l’EHESS e l’Università di Trento sui temi della governance ecologica, dei paradigmi scientifico-culturali e dei modelli di futuro. Giornalista pubblicista, si interessa da anni a tematiche quali inquinamento e salute, movimenti ambientalisti nella storia, legislazioni internazionali su clima e ambiente. È tra i primi in Italia ad aver sollevato il tema dei whistleblowers e della loro regolamentazione normativa, quale strumento per una riflessione fondamentale sulla gestione dell’allerta, l’allarme e il rischio. Collabora con Observa dal 2008.

Silvia Casini (Ph.D. Film and Visual Studies, Queen’s University Belfast, UK) collabora con Observa – Science in Society a due progetti internazionali su metodi di valutazione delle attività di scienza e società e sulla percezione delle nanotecnologie (Time for Nano). Inoltre, collabora con la cattedra di filosofia del linguaggio e della comunicazione presso l’università Ca’ Foscari di Venezia. Tra i suoi interessi di ricerca vi sono le contaminazioni di scienza ed arte, le ‘neuroculture’ contemporanee e il lavoro curatoriale in relazione ai nuovi media. La sua tesi di dottorato, finanziata dall’Arts and Humanities Research Council (AHRC) ha esaminato l’utilizzo di tecniche di brain imaging nelle pratiche d’arte contemporanea. Oltre a diversi articoli su questo tema e a presentazioni a conferenze internazionali, è stata curatrice della mostra d’arte “Sur-faces: Marc Didou and Gabriele Leidloff”, per la quale ha realizzato anche il catalogo e un breve video. Dopo la laurea in filosofia, ha lavorato al festival Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia in qualità di coordinatrice della sezione ‘Orizzonti’.

Anna Donazzan si è laureata in Scienze Ambientali con una tesi sulla divulgazione naturalistica e sull’ecoturismo. Ha condotto parte degli studi all’Università di Cadice – Ciencias del Mar, e alla Karl von Ossietzky Universität di Oldenburg, Germania. Ha quindi approfondito il campo della comunicazione scientifica e istituzionale conseguendo un Master in Giornalismo e comunicazione scientifica. Dal 2006 collabora con Observa – Science in Society nella ricerca e redazione dell’Annuario Scienza e Società.

Paolo Giardullo è laureato in Sociologia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Padova. I suoi ambiti di interesse sono la comunicazione e la percezione pubblica del rischio sanitario e ambientale. Collabora con Observa dal 2010 seguendo principalmente le attività dello Science in the Media Monitor per quanto riguarda la sua implementazione e la copertura di temi specifici quali le fonti di energia rinnovabili, le neuroscienze, l’energia nucleare e i casi di allarme sanitario. Ha inoltre condotto ricerche sui temi della comunicazione della salute attraverso i nuovi media e sulla sicurezza alimentare fra gli adolescenti. Da novembre 2011 è iscritto al Dottorato di ricerca in Sociologia dei Processi Culturali e Fenomenti Normativi presso il Dipartimento di Economia, Società e Politica (DESP) dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”.

Andrea Lorenzet, Ph.D in Sociologia e Ricerca Sociale, Università di Trento (2008), è sociologo della scienza e della tecnologia ed esperto di comunicazione della scienza. Attualmente è assegnista di ricerca presso l’Università di Padova, dove studia il rapporto tra scienza e democrazia nelle controversie tecnoscientifiche, i dibattiti pubblici sulla ricerca e l’innovazione come le nanotecnologie, le biotecnologie e le energie rinnovabili, dedicando particolare attenzione al tema dell’informazione scientifica nell’epoca della comunicazione sul Web. In questi anni ha collaborato continuativamente con Observa Science in Society alle attività di valutazione di numerosi progetti europei sulla comunicazione della scienza, come Physics on Stage 3, Biopop e Decide. E’ di prossima pubblicazione il suo saggio Il controverso incontro di scienza e società. Nanotecnologie, biotecnologie e grandi opere nella sfera pubblica. Scrive con regolarità un blog su Innovazione, Scienza e Società: http://andrea-lorenzet.tumblr.com.

Massimo Mazzotti (PhD in Science Studies, Università di Edimburgo, 2000) insegna storia della scienza all’Università della California – Berkeley. Dopo aver ottenuto un borsa post dottorato presso il MIT e presso l’Università di Toronto, ha insegnato sociologia della scienza all’Università di Exter, dove ed è tutt’ora ricercatore associato presso Egenis (Center for Genomics in Society dell’ESRC). In Italia ha collaborato a lungo con il CIS all’Università di Bologna. I suoi principali interessi di ricerca riguardano le politiche della scienza e della tecnologia nel periodo dell’illuminismo, le interazioni tra scienza e religione, la storia della logica e della matematica, e la dimensione sociale del disegno industriale contemporaneo. É autore della monografia The World of Maria Gaetana Agnesi, Mathematician of God (Johns Hopkins University Press, 2007), del volume Knowledge as Social Order. Rethinking the Sociology of Barry Barnes (a cura di; Ashgate, 2008), e di numerosi articoli apparsi in differenti riviste internazionali, tra cui Isis, The British Journal for the History of Science, Technology and Culture, Actes de la Recherche en Science Sociales. Ha inoltre prestato consulenza per i documentari televisivi della BBC e per l’allestimento di mostre sulla storia della scienza alla New York Public Library e alla Bibliothèque Nationale de France di Parigi.

Federico Neresini (Ph.D. in Sociologia e Ricerca Sociale, Trento 1992) è docente di “Scienza, Tecnologia e Società” nel Corso di Laurea Magistrale in Sociologia presso l’Università di Padova; sempre a Padova, insegna “Sociologia della Conoscenza” nel Corso di Laurea in Scienze Sociologiche, che attualmente presiede. Fa parte del Collegio Docenti della Scuola di Dottorato di Ricerca in “Scienze Sociali: Interazioni, Comunicazione, Costruzioni Culturali”. È Coordinatore dell’Unità di Ricerca PaSTIS (Padova Science, Technology and Innovation Studies – www.pastis-research.eu); ha inoltre contribuito come socio-fondatore alla nascita di STS-Italia (Società Italiana di Studi Sociali sulla Scienza e la Tecnologia – www.stsitalia.org). Fa parte del comitato scientifico delle riviste Rassegna Italiana di Sociologia e Tecnoscienza. Il suo principale ambito di ricerca riguarda la sociologia della scienza e della tecnologia, in particolare la comunicazione pubblica della scienza, le rappresentazioni sociali della scienza e i processi di partecipazione dei cittadini nei processi decisionali riguardanti problematiche di carattere tecno-scientifico. Negli ultimi anni si è occupato soprattutto di biotecnologie, con particolare attenzione alla fecondazione artificiale e alla clonazione, e di nanotecnologie. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli anche su riviste internazionali (Nature, Science, Public Understanding of Science, Nanotechnology Perceptions, New Genetics & Society, Science Communication), oltre ad alcuni volumi fra i quali Cellule e cittadini. Biotecnologie nella sfera pubblica (insieme a M. Bucchi), Sironi 2006, e più recentemente Il nano-mondo che verrà. Verso la società nanotecnologica, il Mulino 2011.

Giuseppe Pellegrini insegna Metodologia della Ricerca Sociale presso l’Università di Padova, ove ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Sociologia. E’ socio fondatore dell’associazione italiana per gli studi sociali sulla scienza e la tecnologia, e membro delle società internazionali EASST e 4S. Gli ambiti di studio e ricerca di cui si occupa in questo periodo comprendono: le politiche sociali e la cittadinanza assieme alla sociologia della scienza con particolare riferimento al tema delle biotecnologie. E’ coordinatore della sezione “Scienza e cittadini” di Observa Science in Society. Ha pubblicato recentemente i volumi: Women and Science. Italy in the International Context (2010); Techno-scientific Innovation: Responsibilities and New Ways of Democracy, Rubbettino (2008).

Barbara Saracino si è laureata in Sociologia all’Università “Federico II” di Napoli, ha conseguito il titolo di Dottoressa di ricerca in Metodologia delle scienze sociali presso l’Università di Firenze. Collabora con il Dipartimento di Sociologia di Napoli e il Dipartimento di Scienza Politica e Sociologia di Firenze, con il Centro Studi Minori e Media e dall’ottobre del 2009 con Observa – Science in Society. Si interessa ai temi della metodologia, della storia e della sociologia della scienza. Attualmente sta ultimando la ricerca iniziata durante la tesi di dottorato sulla costruzione e l’uso della curva normale.

Mariachiara Tallacchini è professore ordinario in Filosofia del Diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Piacenza, dove tiene il corso di “Scienza, Tecnologia & Diritto”; e insegna “Bioetica” presso il Corso di laurea in Biotecnologie dell’Università degli Studi di Milano. Ha lavorato come post-doctoral yellow presso il Dipartimento di Science, Technology and Public Policy della Kennedy School of Government (Harvard University) e ha collaborato in svariate occasioni con il WHO Regional Office of Rome on Environmental Health. E’ membro del Comitato etico di Pioneer Investments per gli investimenti socialmente responsabili e del Comitato scientifico di Eurac per le ricerche di genetica delle popolazioni. Ha collaborato come consulente ai lavori delle Commissioni parlamentari sulla brevettabilità delle biotecnologie e sull’inserimento nella Costituzione di animali e ambiente. Fa parte del gruppo di esperti su “Science and Governance” della DG Research della Commissione Europea.
I suoi principali interessi riguardano la regolazione della scienza e il diritto, in particolare per quanto riguarda le scienze della vita e i diritti legati alla salute e all’innovazione tecnologica. E’ autore e/o co-autore di volumi quali: “Diritto per la natura. Ecologia e filosofia del diritto”, Giappichelli, Torino 1996, “Aspetti medico-legali e normativi dell’ingegneria dei tessuti”, Giuffrè, Milano 1998 (con L. Donati e A. Farneti); “Ethics and Genetics. A Workbook for Practitioners and Students”, Berghahn Books, Oxford-New York 2003 (con G. de Wert, R. ter Meulen e R. Mordacci); Le biotecnologie. Aspetti etici, sociali e ambientali, Bruno Mondadori, Milano 2004 (con F. Terragni).

Giuseppe Testa lavora presso l’unità di Genomica del Centro di Bioinnovazione dell’Università di Dresda in Germania, dove insegna Ingegneria dei Tessuti per il Master in Ingegneria Biomolecolare. Laureato in Medicina e Chirurgia a Perugia nel 1996, ha svolto il Dottorato in Biologia e Genetica Molecolare al Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL) di Heidelberg, con una tesi di ingegneria genetica che gli ha valso, nel 2002, il titolo ad honorem dell’European Doctorate in Biotechnology conferito dall’Associazione Europea di Educazione Superiore in Biotecnologia. Oltre ad essere stato insignito del Premio Roche per gli scienziati emergenti del prossimo decennio nel 2003, figura tra i primi quattro scienziati al mondo ad esser nominati Branco Weiss Fellows ‘Society-in-Science’ (un’iniziativa del Politecnico di Zurigo e della Fondazione Branco Weiss volta a integrare l’attività di ricerca scientifica e l’analisi multidisciplinare delle sue ricadute sociali) ed è membro dell’unità di studio della Facoltà John Kennedy di Scienze Politiche dell’Università di Harvard sulle implicazioni legali e politiche delle biotecnologie. Nel 2002 ha fondato il Forum su Scienza e Società dell’Istituto Max Planck di Biologia Molecolare e Genetica di Dresda, un’iniziativa volta a promuovere il dibattito e la consapevolezza sulle implicazioni sociali delle biotecnologie. Maggiori informazioni sulle sue ricerche e pubblicazioni sono disponibili sul sito http://www.ifom-ieo-campus.it/research/testacv.php

Brian Trench insegna giornalismo e comunicazione della scienza ed è stato preside della Scuola di Comunicazione presso la Dublin City University. Prima di entrare nell’Università nel 1992, è stato per venti anni giornalista full-time, specializzato in scienza e tecnologia a partire dalla metà degli anni 1980. Ha coordinato e preso parte a numerosi progetti di ricerca e formazione su temi quali i problemi del giornalismo sul web, della copertura mediale della scienza in Europa, la formazione di scienziati alla comunicazione, gli archivi giornalistici e la politica della ricerca in Irlanda. Fra le più recenti pubblicazioni i capitoli su 1. l’impatto di Internet sulla comunicazione della scienza, 2. l’impatto di Internet sulla comunicazione della scienza professionale e pubblica, 3. un quadro analitico dei modelli di comunicazione della scienza, 4. le rappresentazioni della scienza nei media irlandesi, 5. la copertura mediatica irlandese dell’“economia della conoscenza”.
Brian ha curato con Massimiano Bucchi l’Handbook of Public Communication of Science and Technology (Routledge, 2008). È membro del comitato scientifico del network internazionale PCST (Public Communication of Science and Technology).

Alessandra Zambonin ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Padova, con una tesi sul ruolo del museo nella promozione culturale. Ha condotto parte dei suoi studi in Germania, presso la Ruprecht Karls Universitaet di Heidelberg e la Ludwig Maximilians Universitaet di Monaco di Baviera. Ha frequentato il Corso di Perfezionamento per Responsabili di Progetti Culturali organizzato dalla Fondazione Fitzcarraldo di Torino, in collaborazione con ICCM International Centre for Culture and Management di Salisburgo.
Ha collaborato con la Fondazione “La Triennale di Milano” e la Galleria Carla Sozzani nella realizzazione di mostre d’arte in qualità di consulente. I suoi ambiti di ricerca sono inerenti allo studio dei pubblici museali e alla promozione della cultura attraverso il museo.