“Annuario Scienza Tecnologia e Società”: undicesima edizione

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Gli adolescenti sono sempre più interessati alla scienza e alla tecnologia ma l’Italia investe troppo poco in ricerca scientifica e si muove lentamente nel cambiamento tecnologico. Più dell’80% dei cittadini è preoccupato della sicurezza del cibo che mangia.

Sono questi alcuni dei dati contenuti nell’Annuario Scienza Tecnologia e Società 2015 di Observa Science in Society, curato da Giuseppe Pellegrini e Barbara Saracino e pubblicato da Il Mulino.

Resta sostanzialmente stabile il livello di alfabetismo scientifico degli italiani, confermando la tendenza positiva alla crescita delle conoscenze scientifiche degli ultimi anni. Anche l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione migliora, pure se il 34% dei cittadini tra i 16 e i 74 anni risulta ancora “tecnoescluso”, ovvero dichiara di non aver mai usato internet e un computer.

I fruitori delle tecnologie digitali, oltre a usare e-mail e social network, leggono siti di informazione (40%) e ricercano informazioni mediche (32%); mentre pochi interagiscono con le autorità pubbliche e meno di uno su dieci ha acquistato beni e servizi o ha preso parte a una petizione e votato on line. Il dato non potrebbe essere più chiaro: l’Italia è al 54esimo tra i paesi preparati a fare uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire la competitività e il benessere.

È forte tra gli italiani l’interesse verso la scienza e la tecnologia, a tutte le età. Un’indagine, realizzata quest’anno da Observa, che ha coinvolto più di 3000 studenti delle scuole secondarie, ha messo in luce una crescente attenzione anche degli adolescenti, soprattutto verso questioni riguardanti la salute e l’utilità pratica della scienza.

Ma la maggior parte dei cittadini ritiene che in Italia i finanziamenti per la scienza e la tecnologia siano scarsi, un’opinione in linea con i dati Ocse. Il nostro paese, infatti, investe solo l’1,3% del PIL in ricerca e sviluppo: un dato ben al di sotto della media dei paesi Ocse e dell’Unione Europea (sopra il 2%), e che ci vede molto indietro rispetto alla Finlandia e alla Svezia o anche alla Germania (sopra il 3%). Preso atto di questa criticità, il 73% degli italiani ritiene che sia utile, almeno come azione individuale – per non restare fermi –, devolvere denaro alla ricerca, attraverso il 5 per mille o partecipando a raccolte fondi.

Nell’anno dell’Expo, l’Annuario Scienza Tecnologia e Società propone anche alcuni dati sul rapporto tra italiani, alimentazione e salute. La preoccupazione per i rischi nel piatto ha assunto oggi nel nostro paese proporzioni mai registrate prima: oltre l’80% dei cittadini, infatti, è preoccupato della sicurezza del cibo. Gli italiani sono tra i più convinti in Europa che il cibo che mangiamo può arrecare danni alla salute ma sono anche i meno propensi a credere che i comportamenti individuali possano avere in futuro un impatto sulla disponibilità e la qualità del cibo. Nonostante ciò, oltre il 60% – un dato di poco inferiore alla media UE – quando compra del cibo guarda alla qualità e preferisce questo aspetto al prezzo o al marchio.

Secondo i curatori dell’Annuario Pellegrini e Saracino, “l’interesse per la scienza degli italiani e un livello di competenze scientifiche in crescita non si accompagnano nel nostro paese a investimenti congrui; la disponibilità dei cittadini a donare per finanziare il mondo scientifico è un segnale da cogliere”.

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I paesi che spendono di più in R&S (escluse le spese per la difesa), percentuale sul PIL

1

Corea

4,4

22

UE 28

2,0

2

Israele

3,9

23

Rep. Ceca

1,9

3

=

Finlandia

3,6

24

=

Regno Unito

1,7

4

Svezia

3,4

25

=

Canada

1,7

5

Giappone

3,4

26

=

Irlanda

1,7

6

Taiwan

3,1

27

=

Norvegia

1,7

7

Danimarca

3,0

28

=

Portogallo

1,5

8

=

Germania

3,0

29

=

Lussemburgo

1,5

9

Svizzera

2,9

30

=

Spagna

1,3

10

Austria

2,8

31

Ungheria

1,3

11

Stati Uniti

2,8

32

Italia

1,3

12

=

Slovenia

2,6

33

Nuova Zelanda

1,3

13

Islanda

2,6

34

Fed. Russa

1,1

14

OCSE

2,4

35

Turchia

0,9

15

Francia

2,3

36

Polonia

0,9

16

Belgio

2,2

37

Rep. Slovacca

0,8

17

Australia

2,2

38

Sud Africa

0,8

18

Estonia

2,2

39

Argentina

0,7

19

Paesi Bassi

2,2

40

Grecia

0,7

20

Singapore

2,0

41

Romania

0,5

21

Cina

2,0

42

Messico

0,4

43

Cile

0,4

Nota: la seconda colonna riporta le variazioni rispetto all’anno precedente. Fonte: OECD. Dati riferiti al 2012

I paesi più capaci di sfruttare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione

 

 

 

Punteggio

 

 

 

Punteggio

1

=

Finlandia

6,0

35

Cile

4,6

=

Singapore

6,0

Slovenia

4,6

3

=

Svezia

5,9

Cipro

4,6

4

=

Paesi Bassi

5,8

Kazakistan

4,6

5

=

Norvegia

5,7

Lettonia

4,6

6

=

Svizzera

5,6

=

Oman

4,6

Stati Uniti

5,6

41

Puerto Rico

4,5

Hong Kong

5,6

=

Rep. Ceca

4,5

9

Regno Unito

5,5

43

Panama

4,4

Corea

5,5

Giordania

4,4

Lussemburgo

5,5

45

Brunei

4,3

Germania

5,5

Croazia

4,3

Danimarca

5,5

Ungheria

4,3

Taiwan

5,5

Mauritius

4,3

15

=

Israele

5,4

Azerbaijan

4,3

Giappone

5,4

Fed. Russa

4,3

Canada

5,4

Turchia

4,3

=

Australia

5,4

Montenegro

4,3

19

Islanda

5,3

=

Costa Rica

4,3

=

Nuova Zelanda

5,3

54

Polonia

4,2

Estonia

5,3

Barbados

4,2

Austria

5,3

Uruguay

4,2

23

=

Qatar

5,2

Macedonia

4,2

Emirati Arabi Uniti

5,2

Italia

4,2

25

Francia

5,1

59

Rep. Slovacca

4,1

Irlanda

5,1

Georgia

4,1

Belgio

5,1

Mongolia

4,1

28

=

Malta

5,0

Cina

4,1

=

Bahrain

5,0

Colombia

4,1

30

=

Malesia

4,8

64

Indonesia

4,0

Lituania

4,8

Armenia

4,0

Arabia Saudita

4,8

Seychelles

4,0

33

=

Portogallo

4,7

Tailandia

4,0

Spagna

4,7

Nota: il «Networked Readiness Index» rileva quanto i paesi sono preparati a fare uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per favorire la competitività e il benessere. L’indice è composto da 54 variabili e si basa su una scala che va da 1 a 7. Nella tabella sono stati considerati solo i paesi con un punteggio superiore a 4. La seconda colonna riporta le variazioni nella posizione rispetto all’anno precedente. Fonte: World Economic Forum, 2014.

Cittadini italiani preoccupati per la sicurezza del cibo che mangiano, per sesso, età e titolo di studio, valori percentuali

   

Molto

Abbastanza

Poco

Per niente

Genere maschio

37,2

42,6

15,2

5,0

femmina

47,7

34,2

14,4

3,7

Classi d’età 15-29 anni

32,4

34,6

27,0

6,0

30-44 anni

45,3

43,8

7,8

3,1

45-59 anni

49,0

34,7

14,7

1,6

60 e più

41,2

38,7

13,4

6,7

Titolo di studio elementari

48,1

35,4

12,3

4,2

medie

46,6

34,5

14,4

4,5

superiori

36,9

44,0

15,0

4,1

laurea

34,5

41,2

20,1

4,2

Totale

42,6

38,2

14,8

4,4

Fonte: Observa, Osservatorio Scienza, Tecnologia e Società 2013.

L’Annuario Scienza Tecnologia e Società è gratuito per i soci Observa e disponibile in libreria, sul sito de il Mulino e delle principali librerie online. Presto sarà disponibile anche in eBook.

L’Annuario è realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

«In dieci anni, l’Annuario Scienza, Tecnologia e Società è riuscito ad avvicinare i cittadini e la scienza, esplorando i molti usi delle moderne tecnologie e la crescente consapevolezza di quanto sia importante coinvolgere il pubblico. Se Observa Science in Society non esistesse già, bisognerebbe inventarla – per il bene della scienza e per il bene della società» (Helga Nowotny).