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The long and winding path of science communication

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Rubin A. & Pellegrini G. (2020), “The long and winding path of science communication”, in Communicating Science: A Global Perspective.

La “seconda ondata” della pandemia cala la fiducia in istituzioni ed esperti

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I nuovi dati dell’osservatorio scienza, tecnologia e società: pochi i “negazionisti” ma scarsa fiducia nel vaccino e giudizi più negativi sulle istituzioni. Gli interventi degli esperti percepiti come fonte di confusione.

Nel pieno della cosiddetta “seconda ondata”, a sei mesi di distanza dall’ultima rilevazione, l’Osservatorio Scienza Tecnologia e Società di Observa Science in Society torna a monitorare percezioni e atteggiamenti verso la pandemia.

Percezione del pericolo e fonti informative

Quanti sono davvero i cosiddetti â€śnegazionisti” della pandemia di COVID-19? A giudicare dai mezzi di informazione e dai social, sembra che si tratti di una quota consistente. I dati dell’Osservatorio, in linea con altre precedenti rilevazioni nazionali e internazionali, confermano invece che si tratta di una minoranza, per quanto non trascurabile, attiva sui social e mediaticamente visibile. Il 6,5% degli italiani, infatti, ritiene il virus “un’invenzione per giustificare decisioni politiche ed economiche”. Sei italiani su dieci considerano la pandemia un’emergenza grave da cui ci si può proteggere solo con molte precauzioni. Il restante 30% ritiene che la pandemia rappresenti un pericolo reale, ma sopravvalutato da politica e media. Dal punto di vista delle strategie comunicative istituzionali, questa posizione, per caratteristiche e consistenza, appare molto piĂą significativa rispetto ai “negazionisti”. Dal punto di vista delle caratteristiche sociali e demografiche, il ritratto tipico del “negazionista” Ă¨ quello di un maschio poco scolarizzato, spesso residente nelle Isole, in etĂ  compresa tra i 30 e i 44 anni.
Per quanto riguarda l’informazione sulla pandemia, il quadro non è molto cambiato rispetto alla primavera: prevalgono notiziari tv e radio, con un leggero aumento nella rilevanza di stampa quotidiana e canali web di istituzioni nazionali, come il Ministero della Salute o la Protezione Civile, e regionali o comunali. Il ricorso informativo ai social, ritenuto spesso terreno fertile per posizioni “negazioniste”, si riduce ulteriormente coinvolgendo meno del 4% dei cittadini.
Per quanto riguarda le precauzioni da adottare, rispetto alla primavera, il cambiamento piĂą significativo riguarda il ruolo dei medici di base, che un quarto degli italiani indica ora come fonte privilegiata di informazioni pratiche. Resta elevata la fiducia nelle fonti istituzionali nazionali e locali.

Il giudizio sulle istituzioni e il ruolo degli esperti
Ma come viene valutato sin qui l’operato dei diversi soggetti? Rispetto alla gestione della prima “ondata”, con rare eccezioni (tra cui l’Unione Europea), il giudizio dei cittadini è diventato piĂą negativo su quasi tutti i soggetti coinvolti. Il giudizio positivo sulla Protezione Civile, ad esempio, è diminuito di 18 punti percentuali rispetto ad aprile; quello sul Governo di 16 punti percentuali; quello sulle regioni di 21 punti percentuali. Quasi il 30% giudica oggi negativamente le decisioni e le misure messe in campo dalla propria regione contro la pandemia. Perde significativamente consensi anche l’operato dell’Organizzazione Mondiale della SanitĂ , ed è piĂą negativo anche il giudizio sui mezzi di informazione. Ma il dato piĂą sfavorevole riguarda il giudizio sul ruolo degli esperti, crollato di 23 punti percentuali e oggi negativo per un italiano su quattro.
Nella percezione dei cittadini, in sostanza, le istituzioni e gli esperti, hanno dilapidato il patrimonio di consensi accumulato in primavera. Un dato che potrebbe avere ripercussioni rilevanti sull’accoglienza e l’accettazione delle nuove misure. Resta da approfondire il giudizio più positivo sull’Unione Europea, che potrebbe essere legato alle decisioni di attribuire fondi e prestiti straordinari per fronteggiare l’emergenza.

Il giudizio sul ruolo degli esperti Ă¨ purtroppo confermato anche dalla percezione del loro ruolo comunicativo. L’opinione che gli interventi degli esperti abbiano creato confusione, giĂ  elevata ad aprile, aumenta ulteriormente e ora coinvolge il 62% dei cittadini, mentre è scesa sotto il 20% la quota di chi considera efficaci i loro interventi nei media.

Gli atteggiamenti verso un futuro vaccino
Questo quadro di giudizi e fiducia in declino si riverbera anche sugli atteggiamenti verso i tanto attesi vaccini contro la pandemia. Abbastanza sorprendentemente, solo il 36% degli italiani dichiara che si farĂ  vaccinare appena possibile. Una quota quasi identica (38%) dichiara di volersi vaccinare, ma non lo farĂ  subito. Oltre uno su cinque non è invece intenzionato a farsi vaccinare. Le motivazioni di questo atteggiamento andranno approfondite in rilevazioni future. Un’analisi delle caratteristiche di chi non intende vaccinarsi, tuttavia, ci aiuta giĂ  a inquadrare alcuni aspetti. Lo scetticismo verso un futuro vaccino contro il “nuovo coronavirus”, infatti, si associa piĂą frequentemente alla tendenza a non informarsi sulla pandemia o ad informarsi prevalentemente
attraverso i propri contatti social e un giudizio negativo verso il ruolo comunicativo degli esperti. Di questi aspetti occorrerĂ  tener conto, soprattutto da parte delle istituzioni, nella pianificazione delle strategie comunicative per i prossimi mesi.

Leggi l’articolo di M.Bucchi e B.Saracino anche su Corriere Innovazione.


Nota metodologica
L’Osservatorio Scienza Tecnologia e Società è dal 2003 un monitoraggio permanente dei comportamenti e delle opinioni dei cittadini italiani su questioni relative a scienza e tecnologia. L’indagine viene svolta su
tutto il territorio italiano e coinvolge un campione proporzionale e rappresentativo per genere, classe d’età e provincia di residenza della popolazione italiana con età maggiore o uguale ai 15 anni. La rilevazione è stata condotta tra il 21 e il 30 ottobre (tecnica CATI per il 30% del campione e tecnica CAWI per il restante 70%) intervistando 1001 unità. Il totale dei casi è diventato 991 per effetto della ponderazione applicata allo scopo di rendere la struttura del campione rispetto alle variabili «genere», «età» e «titolo di studio» corrispondente a quella della popolazione italiana.

Il Progetto Europeo ‘TRESCA’ alla ricerca di volontari per il Workshop!

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Il Progetto Europeo TRESCA sta reclutando volontari disposti a partecipare al Workshop via Zoom, il 5 Dicembre 2020 dalle 10:00 alle 12:30. Il Workshop ha come scopo quello di generare un dibattito europeo sulla comunicazione scientifica. VerrĂ  discussa la qualitĂ  e la affidabilitĂ  della comunicazione pubblica della scienza.

Circa 30-35 volontari dall’Italia si incontreranno per parlare della comprensione sociale e la desiderabilitĂ  delle problematiche e dei metodi della comunicazione pubblica della scienza, al fine di contribuire all’apprendimento e a coinvolgimento dei cittadini nell’ottica di un processo partecipativo. L’iniziativa è parte del Progetto Europeo TRESCA, promosso e finanziato dalla Commissione Europea.

L’obiettivo principale del Workshop è sviluppare la fiducia nella scienza e nell’innovazione attraverso l’innovazione delle pratiche di comunicazione tra ricercatori scientifici, giornalisti e decisori politici. Tutte le opinioni, domande, dubbi ed esperienze sono benvenute, perciò tutti i volontari sono graditi. Gli unici requisiti sono vivere in Italia, parlare l’italiano e compilare il modulo di registrazione.

Gli obiettivi del progetto sono di comprendere sistematicamente ciò che guida la fiducia del pubblico nella comunicazione scientifica attraverso ricerche sperimentali su larga scala e ricerche qualitative e deliberative.

Puoi scaricare il modulo di registrazione e il consenso informato a seguito, compilarli e inviarli alla casella email research@observanet.it:

Modulo di registrazione: Download

Consenso informato: Download

Festival della Scienza: a Genova verrĂ  presentato l’Annuario 2020

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La diciottesima edizione del Festival della Scienza di Genova, con la parola chiave Onde, raddoppia la propria offerta: al pubblico scolastico è dedicata la componente online del programma, con contenuti digitali dal vivo che permettono alle classi di partecipare al Festival direttamente dalle sedi degli istituti scolastici. Per il pubblico delle famiglie e degli appassionati di scienza è invece confermato il ricco programma in presenza con mostre, conferenze, spettacoli, installazioni e laboratori organizzati in scrupolosa compatibilitĂ  con le misure di sicurezza vigenti.

Anche quest’anno, dunque, il Festival animerĂ  il capoluogo ligure, se pure in forma diversa e con afflusso di pubblico gestito in ottemperanza alle misure di sicurezza che caratterizza il periodo di svolgimento della manifestazione. Sono confermate le sedi storiche del Festival: Palazzo Ducale, il Porto Antico, i principali musei cittadinibiblioteche e teatri.

Il programma “in presenza” comprenderĂ  come sempre un’ampia offerta di mostre, laboratori e conferenze con modalitĂ  di interazione opportunamente adattate per garantire la sicurezza di visitatori e operatori.

Tra le conferenze in programma, giovedì 29 ottobre, Observa organizza l’evento Scienza e ambiente: percezioni italiane con Giuseppe Pellegrini e Andrea Rubin, curatori dell’Annuario Scienza Tecnologia e Società 2020.

Communicating Science. A Global Perspective

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A cura di Toss Gascoigne, Bernard Schiele, Joan Leach, Michelle Riedlinger, Bruce V. Lewenstein, Luisa Massarani, Peter Broks.

DOI: http://doi.org/10.22459/CS.2020
La comunicazione della scienza moderna è emersa nel XX secolo come un campo di studio autonomo, un insieme di esperienze e professioni, dalle profonde radici storiche. Nei decenni si è assistito alla nascita di science center interattivi, alle prime iniziative universitarie nell’insegnamento e nella ricerca in questo settore, e una forte crescita nell’occupazione di comunicatori scientifici.
Il volume descrive l’emergere della moderna comunicazione scientifica in tutto il mondo. Communicating Science è il primo volume a mappare gli investimenti nei diversi Paesi del mondo in science center, corsi universitari e ricerche, pubblicazioni e conferenze, nonchĂ© a raccontare le diverse storie nazionali sulla comunicazione della scienza.
Communicating Science descrive i percorsi di 39 paesi diversi. Nel libro sono rappresentati tutti i continenti e molte culture. Per alcuni Paesi, Il libro rappresenta la prima occasione per raccontata il proprio percorso nella comunicazione scientifica.
Il capitolo italiano, “”, è stato curato da Giuseppe Pellegrini e Andrea Rubin.
Il download e la lettura del libro on-line sono gratuiti. Puoi scaricare un singolo capitolo o l’intero libro su https://press.anu.edu.au/publications/communicating-science.

Comunicazione della scienza in 39 Paesi del mondo

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Il libro Communicating Science: A Global Perspective sarĂ  pubblicato lunedì 14 settembre. Il libro è composto da 40 capitoli; vi hanno collaborato 108 autori e offre una panoramica su 39 Paesi del mondo (nazioni avanzate dell’Europa, Asia e Americhe, ed economie emergenti come Russia, Giamaica, Estonia, Iran e Pakistan). Communicating Science: A Global Perspective (996 pagine) include anche un capitolo sull’Italia che è stato curato da Giuseppe Pellegrini e Andrea Rubin.

Nel capitolo, gli autori discutono sul ruolo lungo e importante che la comunicazione scientifica ha avuto nello sviluppo delle politiche della scienza e della ricerca in Italia.

“Lo sviluppo mediatico della comunicazione scientifica pubblica in Italia ha avuto uno sviluppo significativo a partire dal 1980. La televisione e la radio hanno svolto un ruolo decisivo nell’attirare l’attenzione del pubblico sulle questioni scientifiche” afferma Giuseppe Pellegrini.

“A poco a poco, questo interesse è aumentato e i cittadini hanno iniziato a frequentare i luoghi di incontro tra scienza e società, mostrando un particolare interesse per il lavoro degli scienziati”.

Nel loro contributo, gli autori mostrano lo sviluppo di un doppio movimento di interesse: uno piĂą specializzato verso le attivitĂ  di ricerca strutturate e uno piĂą divulgativo che ha avuto un grande sviluppo con il sorgere di numerose iniziative di comunicazione scientifica pubblica.

“Questo secondo movimento di interesse è caratterizzato da numerosi sforzi di comunicazione pubblica della scienza volti a incoraggiare e formare nuovi giornalisti o ricercatori a comunicare con un pubblico non esperto: festival, science center, eventi, corsi professionali, master, conferenze pubbliche sono solo alcuni delle iniziative presenti in Italia. In questo contesto, molti ricercatori e giornalisti stanno sperimentando nuovi canali e formati di comunicazione, ottenendo anche buoni risultati ”, sostiene Andrea Rubin.

Il principale curatore del volume Toss Gascoigne, visiting fellow presso l’Australian National University, si dice soddisfatto del contributo italiano. “Il libro rappresenta un contributo importante agli studi sulla science communication, perchĂ© permette di imparare gli uni dagli altri, sia i successi che i fallimenti dei diversi contesti culturali e nazionali”.

Communicating Science. A Global Perspective Ă¨ disponibile per il download gratuito sul sito ANU Press. Su richiesta potranno essere inviate le copie cartacee.

Per partecipare al webinar di lancio, è necessario registrarsi al seguente indirizzo web: https://pcst.co/webinars/public/

Rivedi la presentazione del libro sul canale YouTube di PCST network.

Per interviste e domande contattare: Giuseppe Pellegrini, pellegrini[at]observanet.itAndrea Rubin, rubin[at]observanet.itToss Gascoigne, director@tossgascoigne.com.auoppure la Segreteria di Observa: segreteria[at]observanet.it / 0444-212525.

comunicazione della scienza libro Public Communication of Science and Technology storia della comunicazione della scienza

EuroScience Open Forum: conclusa l’edizione 2020 di ESOF

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Domenica 6 settembre si è conclusa la nona edizione dell’EuroScience Open Forum (ESOF) che quest’anno era ospitato a Trieste.

Tra il 2 e il 6 settembre la cittĂ  giuliana ha ospitato 180 eventi con protagonisti scienziati e interlocutori di  primo piano come, tra gli altri, i premi Nobel Ada Yonah (Nobel per la Chimica) e Barry Barish (Nobel per Fisica), Alessio Figalli, medaglia Fields per la matematica, la virologa Ilaria Capua e la Direttrice del CERN Fabiola Gianotti.

A seguito della pandemia, l’edizione di ESOF 2020 è stata caratterizzata da una programmazione “ibrida” tra eventi in presenza e in streaming. Una soluzione premiata nei risultati con oltre 7.000 connessioni, circa 1400 al giorno.

M.Bucchi, insieme a Brian Trench (Presidente PCSt network), Cissi Askwell (Vetenskap & Allmänhet), Birte Fahnrich (Berlin-Brandeburd Academy of Science and Humanities) e Markus WeiĂźkopf (Wissenschaft im Dialog), ha partecipato al panel online Understanding public trust and distrust in science.

Arrivederci al 2022 a Leiden (Paesi Bassi)!

Esof EuroScience Open Forum eventi Trieste

Coronavirus and public communication: the role of experts and decision-makers in the view of the public

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Pellegrini G. (2020), “Coronavirus and public communication: the role of experts and decision-makers in the view of the public”, in Overabounding and Society, SocONe Pub.

Partecipa alla conferenza ECSA2020 che si terrĂ  a Trieste

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ECSA 2020- Encounters in Citizen Science

Partecipa alla conferenza europea della citizen science che quest’anno si terrĂ  online: dal 6 al 10 settembre per scienziati, insegnanti, educatori, amministratori locali, semplici cittadini: chiunque sia interessato alle connessioni tra scienza e societĂ . Registrati online entro il 31 luglio 2020 su  https://www.ecsa-conference.eu/

Public communication by research institutes compared across countries and sciences: Building capacity for engagement or competing for visibility?

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Entradas, M., Bauer, M. W., Pellegrini, G., Marcinkowski, F., et al. (2020). “Public communication by research institutes compared across countries and sciences: Building capacity for engagement or competing for visibility?”, in PlosOne. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0235191