Risorse umane e nuove generazioni: le sfide per la ricerca italiana ed europea nei dati dell’Annuario Scienza e Società 2010

Presentata in anteprima a Torino la nuova edizione del volume, realizzato da Observa – Science in Society grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e pubblicato da Il Mulino.

L’Italia è al 32° posto tra i Paesi OCSE per numero di ricercatori e personale impiegato in ricerca e sviluppo. L’età media degli scienziati e degli ingegneri nel nostro Paese resta tra le più alte: solo il 26% ha meno di 34 anni. Ottimi i risultati dei ricercatori italiani nell’accedere ai fondi europei, ma la metà di loro li utilizza per lavorare all’estero.

Sono solo alcuni degli spunti che emergono dalla sesta edizione dell’Annuario Scienza e Società 2010.

Le risorse umane si confermano una delle questioni cruciali per ricerca e innovazione nella società italiana: i ricercatori sono poco più di tre ogni mille occupati, circa la metà della media europea (UE27).

Scienziati e ingegneri attivi in questo settore, inoltre, sono fra i meno giovani in Europa: più del 41% ha un’età superiore ai 45 anni. Tra i Paesi con il personale più giovane in campo scientifico e tecnologico la Turchia, il Portogallo e la Spagna, dove quasi la metà ha meno di 34 anni.

Eclatante è anche l’asimmetria tra risultati individuali e performances istituzionali. Lo mostrano chiaramente i risultati delle selezioni per gli ambìti finanziamenti dello European Research Council: i giovani ricercatori italiani risultano al primo posto in Europa, con 32 progetti selezionati, mentre se si considera il Paese dell’istituzione ospitante l’Italia è al settimo posto. Ben metà dei vincitori italiani condurranno (o stanno già conducendo) la loro ricerca finanziata dall’ERC fuori dall’Italia.

A questo si aggiunge la fortissima svalutazione di lavoro e competenze tecnico-manuali che emerge tra gli studenti italiani, all’ultimo posto tra le caratteristiche più apprezzate di un lavoro. Secondo Massimiano Bucchi e Federico Neresini, professori di Scienza Tecnologia e Società rispettivamente all’Università di Trento e all’Università di Padova e curatori dell’Annuario, «È un dato che contribuisce a spiegare perché la scienza sia vissuta da molti studenti italiani come un’entità perlopiù astratta e quindi inevitabilmente distante». A conferma dell’importanza di questo aspetto, secondo una precedente rilevazione di Observa sugli studenti 15enni, la propensione a iscriversi a un corso di laurea scientifica è tripla tra i ragazzi che hanno avuto l’opportunità di utilizzare a scuola un laboratorio di scienze.

La presentazione dell’Annuario Scienza e Società 2010 si è svolta il 24 febbraio al Circolo dei Lettori di Torino.

Scarica il programma dell’incontro.

Per informazioni, Ufficio Stampa Observa: 0444 305454; observa@observanet.it


L’Annuario Scienza e Società, giunto quest’anno alla sesta edizione propone, in forma sintetica e accessibile, una raccolta ragionata di informazioni e dati provenienti dalle più accreditate fonti nazionali e internazionali, utili per comprendere lo stato e le trasformazioni della ricerca e dell’innovazione nella nostra società. Ancora più ampio, quest’anno, lo spazio dedicato alle più recenti tendenze nel rapporto tra scienza, media e opinione pubblica: «Gli italiani, la scienza e le questioni bioetiche», con i nuovi dati dell’Osservatorio Scienza e Società; «La scienza fa notizia. Primo rapporto su scienza e tecnologia nei quotidiani italiani»; «Scienza e nuove generazioni», un’analisi comparata in chiave internazionale degli orientamenti degli studenti italiani verso scienza e tecnologia; «Vent’anni dopo: tendenze nel rapporto tra cittadini e scienza in Italia ed Europa, 1989-2005».

Observa – Science in Society è un centro di ricerca indipendente senza fini di lucro che promuove la riflessione e il dibattito sui rapporti tra scienza e società, favorendo il dialogo tra ricercatori, policy makers e cittadini.

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