Il rischio nel piatto

Percezione della sicurezza alimentare: i dati dell’Osservatorio presentati al convegno internazionale The Future of Science

Ben l’80% degli italiani è preoccupato per la sicurezza del cibo che mangia.

È un dato impressionante e mai rilevato in precedenza a questi livelli. La diffusione di cibi contaminati o adulterati è oggi percepita come la principale minaccia per la propria salute, davanti alle epidemie causate da nuovi virus, ai mutamenti del clima e ai terremoti. Un confronto con la situazione europea conferma l’elevata sensibilità degli italiani per questo tema: se ne dichiarano preoccupati oltre il 20% in più rispetto alla media europea e oltre il 40% rispetto ai meno ansiosi per la sicurezza di ciò che arriva in tavola (finlandesi ed austriaci). A preoccupare i consumatori italiani è da un lato l’accuratezza dei controlli, dall’altro la manipolazione dei prodotti alimentari.

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Tra le preoccupazioni più citate vi sono i residui di ormoni o antibiotici nella carne e il modo i cui gli animali vengono allevati, i residui di pesticidi nella frutta e nella verdura e l’uso di conservanti e coloranti. Ad essere preoccupati dal cibo che mangiano sono soprattutto i soggetti meno istruiti, e forse con meno possibilità economiche, mentre i meno preoccupati sono i giovani tra i 15 e i 29 anni.
Come si spiega questo livello di preoccupazione? Questo mutamento della domanda alimentare nella direzione della qualità è stato influenzato probabilmente anche da ripetuti episodi ed allarmi – dalla vicenda della cosiddetta «mucca pazza» nel 1996, alla grave crisi sanitaria dovuta a un ceppo particolarmente virulento di Escherichia coli, che ha colpito alcuni Paesi europei nel 2011 – che hanno alimentato la sfiducia nei cittadini per quella che è stata percepita come un’offerta inadeguata di garanzie da parte delle autorità competenti in materia di salute.

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Ma il dato va probabilmente letto più in generale nel quadro di una crescente consapevolezza della stretta connessione tra cibo e salute, attenzione alla qualità dei prodotti e di un più ampio mutamento, che ha visto l’alimentazione trasformarsi, per ampie fasce della popolazione, da bisogno primario in piacere, componente del “vivere bene” tanto sul piano del consumo voluttuario quanto su quello della salute.Il cibo è divenuto così elemento di benessere, identità, gratificazione estetica e perfino spettacolarizzazione: da un certo punto di vista, la preoccupazione perfino ossessiva per qualità e sicurezza può essere vista come l’altra faccia di quella fascinazione per il cibo che riempie librerie e programmi televisivi.

L’Osservatorio Scienza Tecnologia e Società è un’iniziativa di Observa Science in Society con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

Figg. 1 e 2  Gli italiani e la sicurezza del cibo, %, n= 1005. Fonte: Osservatorio Scienza Tecnologia e Società. 

19 settembre 2014 | in: Osservatorio, Primo piano,