Media, opinione pubblica e vaccinazioni

Italiani e vaccini: i dati Observa

Media, opinione pubblica e vaccinazioni

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha espresso forte preoccupazione per il crescente calo delle coperture vaccinali nella popolazione e per la crescente quota di cittadini che in vari Paesi esprimono diffidenza per l’efficacia e la sicurezza delle vaccinazioni.Utilizzando lo Science in the Media Monitor, Observa ha indagato le modalità con cui i media hanno affrontato questo tema, mentre con l’Osservatorio Scienza Tecnologia e Società ha rilevato gli orientamenti degli italiani nei confronti dei vaccini.

L’andamento della copertura mediale sul tema vaccini

Durante il periodo 2008-2015 nei siti web del Corriere della Sera, La Repubblica e La Stampa sono stati pubblicati complessivamente 460.072 articoli. Nei medesimi quotidiani, gli articoli con rilevanti contenuti scientifici e tecnologici sono risultati 40.104: l’8,7% del totale. Nel periodo monitorato con lo SMM (2008-2015) sono stati rilevati 854 articoli rilevanti sul tema vaccini. L’analisi dell’andamento degli articoli fa emergere un trend di continua e sempre maggiore attenzione da parte dei quotidiani rispetto al tema. Se nel 2008 gli articoli dedicati ai vaccini dalle tre testate considerate erano solo 7, nel 2010 erano già 57, sono arrivati ad essere 230 nel 2014 e 173 nel 2015.

I tre quotidiani monitorati hanno dedicato ai vaccini ben il 2,1% degli articoli pubblicati negli otto anni considerati. Se il Corriere della Sera è quello che presenta una maggiore salienza degli articoli dedicati al tema. La Stampa e Repubblica presentano un andamento costante di attenzione verso il tema.

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Guardando al contenuto degli articoli, l’analisi dei tag utilizzati dai tre quotidiani monitorati con lo Science in the Media Monitor ha rivelato una prevalenza di termini legati al mondo biomedico, all’area medica e alla ricerca. Come evidenziato dalla word cloud i termini più utilizzati dai tre quotidiani nazionali sono: medici, virus, farmaci, ricercatori, scienziati e pediatri.

Gli orientamenti degli italiani nei confronti dei vaccini

L’aver osservato come i media abbiano coperto il “caso vaccini” ci può aiutare a interpretare i dati rilevati dall’Osservatorio Scienza Tecnologia e Società di Observa.

Quasi sei italiani su 10 (il 57%) ritengono che solo un numero limitato di vaccinazioni dovrebbe essere obbligatorio, lasciando al singolo la libertà di decidere sulle altre. Poco più di due su 10 (il 23%) concordano invece con la necessità di rendere obbligatorie tutte le vaccinazioni, compresa quella contro l’influenza. Infine, contrario ad ogni tipo di vaccinazione è quasi uno su cinque (il 19%).

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Ma quali sono le motivazioni dello scetticismo? I contrari ad ogni tipo di vaccinazione citano nella maggioranza dei casi la conoscenza di «persone che sono state danneggiate dai vaccini» (31%) e la percezione che la stessa ricerca abbia evidenziato controindicazioni potenzialmente legate alla loro somministrazione (24%). Meno rilevante è la percezione che la diffusione dei vaccini sia spinta più da interessi commerciali che da considerazioni di sanità pubblica. Infine, un contrario su 10 afferma di non fidarsi di medici e istituzioni sanitarie. Da questa stessa percezione negativa non sono esenti gli italiani favorevoli all’obbligatorietà di tutte le vaccinazioni, ma in questo caso quasi un terzo ritiene tuttavia che i potenziali rischi siano compensati dai benefici. Gli altri favorevoli considerano i vaccini completamente sicuri alla luce dei risultati di ricerca, o ne fanno una questione di competenza e delega agli esperti, pensando che su simili questioni «non si possa lasciar decidere alle persone comuni».

La sorpresa maggiore nella lettura dei dati arriva quando si indaga il profilo associato a questi diversi atteggiamenti. In altre parole su chi siano i più (o meno) scettici. Lo stereotipo che attribuisce atteggiamenti critici al l’ignoranza appare infatti infondato. I favorevoli a tutte le vaccinazioni sono più diffusi tra chi ha un titolo di studio più basso e più basso alfabetismo scientifico; sono meno diffusi tra i laureati e i cittadini con un alto alfabetismo scientifico. Anche i più anziani sono più inclini a ritenere opportuna l’obbligatorietà di tutte le vaccinazioni. I più istruiti e più alfabetizzati dal punto di vista scientifico tendono più spesso degli altri a convergere sulla posizione intermedia, lasciando quindi al singolo di valutare l’opportunità della vaccinazione.

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Conclusione: non è il vento dell’antiscientismo a soffiare contro i vaccini, ma è un vento più trasversale. Lo scetticismo è l’altra faccia di orientamenti sempre più aperti su questioni quali la fecondazione assistita o il testamento biologico. È un vento che ci parla di una profonda trasformazione delle concezioni di salute e cura, in cui il controllo e la manipolazione del proprio corpo sono ricondotti sempre di più entro il raggio delle scelte personali. I media dal canto loro concorrono a definire i tratti del dibattito pubblico e in questo modo contribuiscono alla sua definizione nel contesto della vita quotidiana.

Articolo a cura di: Barbara Saracino - @BarbaraSaracino e Andrea Rubin  - @AndreaRubin85
Grafici a cura di: Andrea Rubin  - @AndreaRubin85
Editing a cura di: Ilaria Ampollini

27 ottobre 2016 | in: Osservatorio, Primo piano,