Italiani, eutanasia e testamento biologico

di Federico Neresini

Una netta maggioranza degli Italiani – il 73% – si esprime a favore del cosiddetto “testamento biologico”. Il dato risulta ancora più interessante se si considera che non emergono grandi differenze fra cattolici (71%) e non credenti (83%).
E’ probabile che sulla percezione del tema abbia influito il dibattito sulla vicenda di Piergiorgio Welby. Vi è infatti anche una significativa differenza negli orientamenti sull’eutanasia rispetto a quelli rilevati nel 2005. Oggi prevalgono i favorevoli alla possibilità di interrompere le cure qualora venisse richiesto da una persona senza speranza di guarigione (dal 30% al 42%); in passato, al contrario, prevaleva la posizione di chi sosteneva la necessità di prolungare la vita con tutti i mezzi possibili (40%).
Sul tema dell’eutanasia, peraltro, le differenze fra cattolici e non credenti si riducono ulteriormente. La diversità si manifesta piuttosto rispetto alle altre due opzioni: quasi un terzo dei cattolici propende per il mantenimento in vita a tutti i costi (13% fra i non credenti); il 33% dei non credenti ammette invece la possibilità di provocare la morte con un farmaco (14% dei cattolici).
L’articolo è stato pubblicato su Nova24 giovedì 25 gennaio 2007.
I risultati completi dell’indagine sono disponibili qui.

L’Osservatorio Scienza e Società è un’iniziativa di Observa Science in Society, realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo. La supervisione scientifica è di Massimiano Bucchi (Università di Trento), Federico Neresini e Giuseppe Pellegrini (Università di Padova), in collaborazione con Valeria Arzenton.

La rilevazione è stata condotta tramite interviste telefoniche con metodo CATI su un campione di 988 casi, stratificato per genere, età e ripartizione geografica e rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 15 anni.