Italiani e testamento biologico: crescono sensibilità e informazione, ma il dibattito resta aperto

I nuovi dati dell'Osservatorio Scienza e Società

Cresce l’attenzione per i temi legati alle decisioni di ‘fine vita’ e in particolare per la questione del testamento biologico: due italiani su tre (66%) sanno definire correttamente che cos’è il testamento biologico – un livello di informazione molto più elevato rispetto ad altri temi di attualità come ad esempio il federalismo fiscale, sul quale meno del 30% si considera informato.

Resta articolato, con qualche scostamento rispetto alla precedente rilevazione (2005), il giudizio sulla titolarità delle scelte in caso di grave malattia senza speranza di guarigione e perdita di coscienza del paziente. Oltre uno su due (51%, rispetto al 58% del 2005) ritiene che in vista di tali situazioni spetti a ciascun individuo dare indicazioni preventive sulle proprie cure. Il 31% pensa che la decisione spetti invece al parente più prossimo e il 13% la attribuisce al personale medico (era il 9% nel 2005).

Ampio è il ventaglio delle scelte attribuite al paziente da parte di chi propende per le indicazioni date attraverso il testamento biologico: facoltà di decidere se rifiutare farmaci o terapie (80%), di rifiutare cibo o acqua per via artificiale (73%) o al contrario di chiedere di essere mantenuto in vita con ogni mezzo possibile (64%).

Visualizza i grafici e la tabella dei dati.

L’Osservatorio Scienza e Società è dal 2002 il primo monitoraggio permanente delle tendenze e degli orientamenti dell’opinione pubblica italiana nei confronti di ricerca e innovazione tecnologica. L’Osservatorio è un’iniziativa del centro ricerche Observa – Science in Society, realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

Rilevazione CATI su un campione di 1020 casi, stratificato per genere, età e ripartizione geografica, rappresentativo della popolazione italiana con età uguale o superiore ai 15 anni.

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