Il dibattito su scienza e società corre troppo veloce per la preparazione degli Italiani

di Valeria Arzenton

La preparazione scientifica degli italiani fatica a tenere il passo con gli sviluppi sempre più rapidi della scienza.
La crescente complessità di tematiche, dalla genetica ai mutamenti climatici – e il loro inevitabile intreccio con questioni di tipo etico, politico e giuridico, richiedono conoscenze e strumenti di comprensione sostanzialmente diversi e nuovi rispetto a quelli impartiti a scuola o appresi nel corso dell’esperienza personale o professionale.

Così, oggi un italiano su due ritiene che la propria preparazione personale sia appena sufficiente per seguire i più importanti dibattiti sulla scienza e oltre un quarto ne dà una valutazione chiaramente negativa. Soltanto il 22% degli intervistati giudica la propria formazione adeguata. In questo contesto, la possibilità di frequentare un corso universitario è un vantaggio. I laureati infatti si percepiscono molto più preparati, anche a confronto con i diplomati: tra i primi il 45% considera la propria formazione abbastanza buona, tra i secondi meno del 24%.

Articolo pubblicato da Valeria Arzenton su Nova24 – Il Sole 24 Ore, 22 maggio 2008.

Com’è possibile allora migliorare la l’istruzione e la preparazione scientifica degli italiani? Idee e suggerimenti in un commento di Massimiano Bucchi (Nova24, 22 maggio 2008).

I dati sono tratti da “Gli Italiani e la scienza. Primo rapporto su scienza, tecnologia e opinione pubblica in Italia”, a cura di Valeria Arzenton e Massimiano Bucchi; una fotografia dello stato dei rapporti tra cittadini e scienza inedita per il nostro Paese.
Nel complesso lo studio evidenzia come gli italiani abbiano grande fiducia nella scienza, ma chiedano un maggior coinvolgimento. L’81% ritiene che senza investimenti in ricerca l’Italia sia destinata al declino. Molto elevata la credibilità degli scienziati, ma non mancano i giudizi critici su trasparenza e meritocrazia: per il 64% “nel mondo della ricerca fa carriera solo chi è raccomandato”.Oltre un intervistato su due si aspetta un maggiore impegno da parte dei ricercatori per informare i cittadini.
Per un approfondimento, leggi i risultati principali o scarica una breve sintesi.
La versione integrale del rapporto è contenuta nel volume “Annuario Scienza e Società 2008”, ed è accessibile in formato .pdf ai soci di Observa – Science in Society (tramite password).

Per informazioni, l’Ufficio Stampa di Observa – Science in Society è disponibile ai seguenti recapiti:

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L’Osservatorio Scienza e Società è dal 2003 il primo monitoraggio permanente delle tendenze e degli orientamenti dell’opinione pubblica italiana nei confronti di ricerca e innovazione tecnologica. Promosso da Observa Science in Society con il sostegno della Compagnia di San Paolo, l’Osservatorio nasce con l’intento di offrire a policy makers, media, istituzioni di ricerca e cittadini una solida base conoscitiva, suscettibile di comparazione a livello internazionale e di aggiornamenti periodici, per favorire un dibattito informato e costruttivo sui temi del rapporto tra scienza e società. È condotto tramite interviste CATI su un campione di 1000 casi, rappresentativo della popolazione italiana di età superiore a 15 anni, con la supervisione scientifica di Massimiano Bucchi (Università di Trento), Federico Neresini e Giuseppe Pellegrini (Università di Padova) e la direzione di Valeria Arzenton (Observa – Science in Society).