Gli Italiani scelgono (anche) Bio

Observa pubblica una nuova indagine sulle pratiche alimentari degli Italiani

Più della metà dei consumatori acquistano anche prodotti biologici, mentre il 2,3% acquista solo quelli. E’ quanto emerge dall’indagine realizzata da Observa, nell’ambito del progetto RISBIO finanziato dal MIPAF.

Per il consumatore è sempre più difficile scegliere quali cibi portare sulla propria tavola: da un lato si assiste infatti alla crescita del flusso di informazioni a disposizione sui prodotti e sui processi di produzione, da un altro ciò comporta una maggiore complessità e dunque incertezza, inasprita a sua volta dagli scandali che negli ultimi anni hanno colpito il settore agro-alimentare. Non c’è da sorprendersi dunque se il cibo attualmente occupa un posto d’onore nell’agenda pubblica e nei discorsi dei cittadini, sempre più interessati ai prodotti di qualità, tra i quali vanno senz’altro annoverati gli alimenti biologici. Questa è la ragione per cui diventa di cruciale importanza rilevare la sensibilità degli acquirenti nei confronti di questi prodotti, studiando le loro opinioni, le percezioni, i comportamenti e le pratiche d’acquisto. In secondo luogo è altrettanto importante esplorare gli atteggiamenti e le percezioni degli imprenditori agricoli riguardo la produzione biologica, al fine di comprendere le loro motivazioni, l’ambiente operativo, le eventuali problematiche e infine le possibili prospettive di promozione e valorizzazione di questo specifico comparto alimentare.

L’indagine, condotta sotto la supervisione di Giuseppe Pellegrini e in collaborazione con Federica Farinello, ha analizzato nel dettaglio alcune caratteristiche di chi acquista esclusivamente prodotti biologici, dai luoghi di acquisto ai prodotti più consumati; dalle motivazioni della scelta del bio alla diffusione di altri comportamenti ecologicamente sostenibili.
Dai dati è emerso il consumo di prodotti provenienti da agricoltura biologica è un’abitudine rilevante per molti Italiani, dato che il 53,1% delle famiglie intervistate dichiara di acquistare prodotti biologici e convenzionali. Una quota esigua ma non trascurabile degli intervistati (2,3%) si rivolge invece esclusivamente al settore biologico.

I responsabili degli acquisti intervistati sono soprattutto donne (77%): un dato che conferma quanto il ruolo femminile sia ancora oggi decisivo nelle scelte di acquisto per il cibo che si consuma a tavola. Le quote di acquisto dei prodotti bio variano sensibilmente tra coloro che scelgono prodotti bio e convenzionali, anche se tre famiglie su dieci acquistano tra il 25% e il 50% dei propri prodotti alimentari come bio. Questi orientamenti di acquisto sono abbastanza stabili considerando che il 46,6% dei nuclei familiari che utilizzano prodotti biologici lo fa da più di cinque anni.

I luoghi di acquisto preferiti sono i punti vendita della grande distribuzione. Sette famiglie su dieci, infatti, acquistano alimenti bio presso i supermercati ove, già da diverso tempo, sono stati allestiti spazi dedicati a questi prodotti. I negozi specializzati del settore bio sono frequentati dal 13,7% dei responsabili degli acquisti. Analizzando le preferenze di acquisto più in dettaglio, si nota che i quattro gruppi di prodotti alimentari bio più acquistati sono: l’ortofrutta fresca e trasformata (59,7%), riso e pasta (13,7%), latte e derivati (7,7%) e le uova (4,1%).

Per quanto riguarda le motivazioni che spingono all’acquisto, gli intervistati sottolineano il fatto che i prodotti bio non contengono residui di pesticidi e concimi chimici (86,1%) e l’assenza di ogm (75,8%).
Tra le altre motivazioni selezionate, troviamo anche la cura dell’ambiente nelle fasi di produzione e la maggiore sicurezza rispetto ai prodotti convenzionali (70% e 60%).

Esistono alcuni comportamenti fortemente associati all’acquisto di prodotti bio. Tra questi segnaliamo l’acquisto di prodotti del commercio equo e solidale (53,4%) e di prodotti tipici (32,6%). Si registra, infine, una forte relazione tra l’uso di medicine non convenzionali e convenzionali e l’acquisto misto di prodotti alimentari tradizionali e biologici.
Chi si occupa di acquisti alimentari sottolinea la differenza di prezzo esistente tra i prodotti convenzionali e quelli biologici: il 38,8% sostiene che vi è una differenza tra il 26% e il 50%. Tuttavia, posti di fronte alla scelta tra due tipi di uova, gli intervistati hanno preferito optare per le uova bio accettando in più del cinquanta per cento dei casi un sovrapprezzo del 40%.

La quota ormai consistente delle famiglie che utilizzano un’alimentazione mista di prodotti convenzionali e bio segnala il progressivo affrancarsi di comportamenti alimentari sempre più orientati da ragioni culturali e da una precisa attenzione alla salute e all’ambiente. Si tratta di elementi di benessere legati a stili di vita sostenuti da particolari scelte alimentari, che trovano nell’alimentazione biologica un terreno privilegiato di sviluppo.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati su diverse riviste del settore, tra cui AZBIO (n° 9/2007); Terra e Vita (n° 17/2007) e Bioagricoltura (n° 106).

L’indagine è stata condotta su un campione di 1019 soggetti residenti, responsabili degli acquisti alimentari, con età compresa tra i 18 e i 65 anni. Per garantire la rappresentatività statistica del campione rispetto all’universo di riferimento è stato adottato un piano di campionamento proporzionale alla popolazione italiana residente (tenendo conto della suddivisione comune capoluogo e non capoluogo) nelle province.
La rilevazione è stata effettuata con il metodo CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) nel mese di Febbraio 2007. Margine massimo di errore (al livello fiduciario del 95%): 3,07%.
La direzione scientifica dell’indagine è stata curata dal Prof. Giuseppe Pellegrini dell’Università di Padova.

21 settembre 2007 | in: News, Ricerca, Tags: ,