Gli italiani, la medicina trasfusionale e la donazione di sangue

Un'indagine in collaborazione con il Centro Nazionale Sangue

Qual è il livello di consapevolezza dei cittadini sulle questioni legate alla donazione e trasfusione di sangue? Quali sono gli atteggiamenti verso la donazione e le principali resistenze a donare sangue?

Il rapporto “Gli italiani, la medicina trasfusionale e la donazione di sangue”, realizzato da Observa in collaborazione con il Centro Nazionale Sangue offre un’ampia panoramica sugli orientamenti dell’opinione pubblica italiana in quest’ambito. Vi è, in primo luogo, una diffusa consapevolezza dell’importanza del tema: per quasi otto italiani su dieci la disponibilità di sangue in Italia è carente o appena sufficiente a coprire il fabbisogno. Meno diffusa è l’informazione in senso stretto: circa un italiano su due è poco o per nulla informato su sangue e temi collegati.

Pigrizia (40,5%), resistenze di carattere emotivo (paura del sangue e dell’ago, che caratterizza il 36% dei non donatori) e scetticismo verso istituzioni e personale sanitario (12%) sono i principali freni alla donazione. Fra le motivazioni più rilevanti che potrebbero portare i ‘pigri’ a donare vi è la possibilità di donare sul luogo di lavoro/studio e una maggiore rapidità ed efficienza delle visite sanitarie prima della donazione. La scarsa competenza percepita di medici e infermieri (42,9%) e l’inadeguatezza e igiene insufficiente attribuito alle strutture sanitarie (31%) sono le motivazioni principali che frenano gli scettici. Per l’81% non vi sono rischi nel donare sangue, ma non è da trascurare che quasi un italiano su due (47,7%) ritiene rischioso ricevere una trasfusione. In questo caso a preoccupare sono soprattutto provenienza del sangue (38,5%) e la mancanza di sicurezza delle strutture sanitarie (30,2%).

Per i soci di Observa è disponibile in pdf il report completo della ricerca.

19 novembre 2009 | in: Primo piano, Ricerca, Tags: , , ,