Energia, gli Italiani sempre più disposti a investire (anche personalmente) nelle fonti rinnovabili

di Giuseppe Pellegrini

Nuovo appuntamento dell’Osservatorio Scienza e Società su Nova24 de Il Sole 24 Ore

Gli italiani sono sempre più sensibili ai problemi energetici e sempre più disponibili a impegnarsi nello sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili. In particolare, oltre quattro Italiani su dieci – con un significativo incremento rispetto al passato – sarebbero disposti ad investire in impianti per la produzione di energia rinnovabile ad uso domestico.
I dati dell’Osservatorio Scienza e Società di Observa confermano la crescente consapevolezza pubblica del problema energetico, riconosciuto come elemento critico a livello globale e non solo nazionale. Una situazione che secondo i cittadini è causata da sprechi e consumi eccessivi e, solo secondariamente, dalla scarsità delle fonti e dai conflitti internazionali che mettono a rischio gli approvvigionamenti di petrolio. L’elevata disponibilità volta a ridurre anche i propri consumi di energia conferma che la questione è percepita come non più rinviabile ai decisori politici e al sistema, ma si accoglie l’idea che i comportamenti individuali possano essere fattori efficaci di cambiamento.
Questa tendenza verso una maggiore assunzione di responsabilità individuali è confermata dalle aspettative nei confronti del governo. Si preferiscono, infatti, le misure di sviluppo e ricerca nel campo delle fonti alternative e gli incentivi per l’utilizzo domestico di fonti rinnovabili. In generale, dunque, la preoccupazione per i problemi energetici si accompagna ad un desiderio di modificare comportamenti poco virtuosi adottando soluzioni innovative.

L’articolo è stato pubblicato su Nova24 giovedì 15 marzo 2007.
I risultati completi dell’indagine sono disponibili qui.

L’Osservatorio Scienza e Società è un’iniziativa di Observa Science in Society, realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo. La supervisione scientifica è di Massimiano Bucchi (Università di Trento), Federico Neresini e Giuseppe Pellegrini (Università di Padova), in collaborazione con Valeria Arzenton.

La rilevazione è stata condotta tramite interviste telefoniche con metodo CATI su un campione di 988 casi, stratificato per genere, età e ripartizione geografica e rappresentativo della popolazione italiana di età superiore ai 15 anni.