Dalla Terra alla Luna. Lettura poetica

Stefania Carlesso

Ascolta le letture tratte da:

- il 34° canto dell’Orlando Furioso, di Ludovico Ariosto (guarda anche il video);
- il capitolo “Il Romanzo della Luna” del Dalla Terra alla Luna, di Jules Verne;
- Alla Luna, di Giacomo Leopardi.

L’Orlando Furioso, dal 34° canto

“Quivi ebbe Astolfo doppia meraviglia:
che quel paese appresso era sì grande,
il quale a un picciol tondo rassimiglia
a noi che lo miriam da queste bande;
e ch’aguzzar conviengli ambe le ciglia,
s’indi la terra e ’l mar ch’intorno spande,
discerner vuol; che non avendo luce,
l’imagin lor poco alta si conduce. […]”

Dalla Terra alla Luna di Jules Verne, dal capitolo “Il Romanzo della Luna”

“[…] L’astro delle notti, per la sua vicinanza relativa e lo spettacolo rapidamente rinnovato delle sue fasi diverse, a bella prima ha diviso col Sole l’attenzione degli abitanti della Terra; ma il Sole stanca lo sguardo e gli splendori della sua luce obbligano i contemplatori a chinare gli occhi. La bionda Febe, all’incontro più umana, si compiace di lasciarsi vedere nella sua grazia modesta; ell’è dolce all’occhio, poco ambiziosa; però si permette talvolta di eclissare il fratello, il radiante Apollo, senza mai essere eclissata da lui. I Maomettani hanno compreso la riconoscenza che dovevano a questa fedele amica della Terra, ed hanno regolato i loro mesi sopra le sue rivoluzioni. […]”

Alla Luna (1819), di Giacomo Leopardi

“O graziosa luna, io mi rammento
che, or volge l’anno, sovra questo colle
io venia pien d’angoscia a rimirarti:
e tu pendevi allor su quella selva
siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
Che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci
il tuo volto apparia, che travagliosa
era mia vita: ed è, né cangia stile
o mia diletta luna. E pur mi giova
la ricordanza, e il noverar l’etate
del mio dolore. Oh come grato occorre
nel tempo giovanil, quando ancor lungo
la speme e breve ha la memoria il corso
il rimembrar delle passate cose,
ancor che triste, e che l’affanno duri!”


Stefania Carlesso ha iniziato a fare teatro giovanissima ed è stata protagonista, sotto la direzione di Renato Stanisci, di numerosi allestimenti con un repertorio che va da Pirandello a Shakespeare, da Wilde a Bisson. Successivamente ha iniziato ad approfondire lo studio della voce lavorando come speaker radiofonica e partecipando come lettrice ad alta voce a numerose serate culturali. Di recente è stata la protagonista del monologo Il sole splende per te liberamente tratto dall’Ulisse di Joyce che l’ha vista in scena assieme a Thierry Parmentier. Assieme ad Alessandro Zaltron ha curato Virgilio Scapin in audiolibro. I migliori brani letti da Vitaliano Trevisan, Pino Costalunga, Stefania Carlesso, Piergiorgio Piccoli, Titino Carrara, Patricia Zanco, Alberto Serafin su musiche originali di Saverio Tasca. Tiene corsi di dizione nelle aziende e nelle scuole, e presta la propria voce per la registrazione di spot pubblicitari, documentari e audiolibri.

20 luglio 2009 | in: Contributi, Ricerca, Tags: