Annuario Scienza Tecnologia e Società 2017: qualche dato

Tredicesima edizione dell'Annuario, curata da Barbara Saracino e edita da Il Mulino

Giunto alla tredicesima edizione, l’Annuario Scienza Tecnologia e Società di Observa Science in Society, curato da Barbara Saracino (Università di Napoli Federico II) e pubblicato da Il Mulino, si caratterizza quest’anno per la particolare attenzione riservata alla rappresentazione grafica dei dati, con l’inserimento di infografiche e di un fumetto.

Qui un assaggio delle infografiche contenute nell’Annuario.

I dati presentati nella prima parte del volume sfatano ancora una volta lo stereotipo di un pubblico italiano scientificamente analfabeta, poco interessato o addirittura pregiudizialmente ostile nei confronti della scienza e della tecnologia. Ancor più che nelle rilevazioni precedenti, i dati dell’Osservatorio Scienza, Tecnologia e Società evidenziano una crescita dell’alfabetismo scientifico, rilevante interesse per i contenuti che i media dedicano alla scienza, credibilità attribuita soprattutto a quelle fonti come le conferenze di ricercatori che mettono in contatto diretto con il mondo della ricerca.

Non mancano, tuttavia, elementi critici. In primo luogo, alfabetismo e interesse per la scienza non si distribuiscono in modo omogeneo per età e soprattutto livello di istruzione: netto il divario tra le nuove generazioni, i più istruiti e il resto della popolazione. Interesse e orientamenti aperti verso la scienza e i suoi contenuti non si traducono poi automaticamente in un’assenza di occasioni di discussione. Ad esempio, gli atteggiamenti verso la sperimentazione animale vedono il 42% degli italiani contrari in ogni caso e un altro 40% orientato a un loro utilizzo limitato. La motivazione prevalente indicata dai contrari (il riconoscimento di diritti animali equiparabili a quelli umani) conferma – così come in precedenza era avvenuto per la questione dei vaccini – che tali orientamenti non rispondono a una logica di sospetto o sfiducia nei confronti degli scienziati, ma ad altri cambiamenti sociali e culturali e allo sviluppo di nuove sensibilità.

Inoltre, non è possibile sottovalutare il giudizio critico dei cittadini su vari aspetti delle politiche della ricerca italiana: la carenza di investimenti, il condizionamento della politica, il limitato ricambio generazionale. Quasi nove cittadini su dieci pensano che i ricercatori italiani siano costretti dalle condizioni in cui versa la ricerca ad andare a lavorare all’estero e che l’Italia investa troppo poco in questo settore; più dell’80% ritiene che la ricerca italiana sia troppo condizionata dalla politica. Una quota molto alta crede anche che lo spazio per le nuove generazioni di ricercatori sia assai limitato (72%) ed è convinta che l’ambiente di lavoro degli scienziati sia «dominato dai maschi» (55%).

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L’Annuario è realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo.
È gratuito per i soci Observa e disponibile in libreria, sul sito de Il Mulino e delle principali librerie online.

6 marzo 2017 | in: Primo piano,